Goldman Sachs: “il mercato dei droni genererà profitti per 100 miliardi di dollari”

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Goldman Sachs:

I droni, fino a qualche tempo fa erano utilizzati solo per scopi militari: gli enormi progressi tecnologici li hanno, però, resi quasi un prodotto di massa.

Secondo una recente indagine di Goldman Sachs, il mercato dei droni, tra il 2016 e il 2020, genererà profitti per 100 miliardi di dollari. Questi aerovelivoli, nati inizialmente per scopi militari, hanno invaso il mercato consumer e quello professional.

La principale difficoltà all’espansione degli APR sta nelle legislazioni dei vari Paesi. Sono in molti, tra cui la stessa Italia, a non essersi dotati di una legge ad hoc. Anche in questo campo, però, qualcosa si muove. Nel giugno scorso, sotto richiesta della Commissione Europea, l’impresa comune per la ricerca sulla gestione del traffico aereo nel cielo unico europeo, ha presentato un piano per rendere sicuro e rispettoso dell’ambiente l’uso dei droni nello spazio aereo a basso livello. Questo piano coprirà le altitudini fino a 150 metri e viene visto come il primo passo per lo sviluppo di un mercato europeo di servizi dei droni. È stato inoltre reso noto che, entro il 2019, verrà creata la “banca dati dei droni” dove saranno registrati i nomi di tutti gli aerovelivoli e quelli dei piloti addetti ai loro controlli.

Le potenzialità di questi “oggetti volanti” rischia di rivoluzionare non solo il mercato, ma soprattutto le abitudini della vita di ogni giorno. C’è già chi ipotizza incredibili sviluppi che, solo un paio di anni fa, sembravano fantascientifici.

Droni: sviluppi commerciali

Recentemente la Parrot ha lanciato un nuovo drone professional che dovrebbe aiutare gli agricoltori nella gestione dei propri terreni. Secondo quanto riporta una ricerca della Southern Queensland University (USA), nel 2025, in campo agrario, i droni saranno comuni quanto i trattori e il loro numero pari a quello delle macchine per l’irrigazione.

L’agricoltura è uno dei campi dove gli aerovelivoli si stanno lentamente imponendo, ma non l’unico. Un accostamento quasi scontato con gli aerovelivoli è il settore televisivo. È stato calcolato che una ripresa aerea aumenta del 17% la viralità del filmato.

Questo porta a due inevitabili conclusioni: i droni potrebbero essere usati sia in campo pubblicitario dalle aziende per registrare i propri filmati, sia in campo turistico e immobiliare per promuovere luoghi e case. Per non parlare del rapporto più stretto, quello dei reportage giornalistici e dei documentari che avrebbero ben altro impatto con riprese aeree. Soprattutto, sarebbe possibile riprendere luoghi giudicati, fino a poco fa, irraggiungibili.

Droni e realtà aumentata

Un’altra commistione di generi è quella tra i droni e la realtà aumentata o virtuale. Da questo punto di vista, le società si stanno muovendo da tempo. Dji e Parrot si stanno facendo la guerra a colpi di innovazioni.

Nel giugno di quest’anno, Edgybees ha lanciato il primo videogioco in realtà aumentata utilizzabile con i droni DJI. Drone Prix, questo il suo nome, unisce un oggetto reale (il drone, appunto) ad uno virtuale (gli ostacoli e i percorsi da superare) Proprio sfruttando questa nuova tecnologia sono nate le Drone FPV Racing. In pratica, grazie ad occhiali LCD, il pilota del drone, vede n tempo reale quello che viene trasmesso dalla telecamera di bordo del drone e guidano il piccolo quadricottero dribblando gli avversari e schivando gli ostacoli.

I droni, dunque, stanno progressivamente conquistando fette importanti di mercato che, fino a qualche anno fa, sembravano loro preclusi, ma, come citava Corrado “non finisce qui”.

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