Droni: la consegna del sangue nuova frontiera medico-scientifica

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Droni: la consegna del sangue nuova frontiera medico-scientifica

La consegna di sangue e plasma con i droni, è la nuova frontiera della scienza e potrebbe portare enormi benefici a livello sanitario.

I ricercatori della John Hopkins University hanno stabilito uno straordinario record, servendosi di un drone. Il loro aerovelivolo ha volato per circa 259 chilometri nel deserto dell’Arizona, trasportando campioni di sangue per analisi di laboratorio. Dopo tre ore di volo, il sangue è risultato ancora in buone condizioni così che è stato possibile utilizzarlo per i consueti esami.

Questo successo, dimostra che i droni possono essere utilizzati per il trasporto del plasma. La loro capacità di raggiungere luoghi inaccessibili, potrebbe rappresentare una svolta, permettendo di volare sopra destinazioni dove la rete stradale è praticamente inesistente.
In questo modo sarebbe possibile prestare cure a paziemti biosognosi ma anche velocizzare i tempi delle diagnosi.

Secondo il ricercatore della John Hopkins, Timothy Amukele “i droni sono probabilmente il miglior sistema di consegna dei campioni medici del XXI secolo“.

La mission della startup Zipline

Il trasporto di plasma, non è una novità assoluta. La startup Zipline è stata la capostipite di questo tipo di consegne. Nel 2016, infatti, annunciò che avrebbe consegnato medicine e sacche di sangue grazie all’aiuto dei droni in Rwanda. Di fatto, quell’iniziativa è stata “il  primo sistema di consegna al mondo, fatto con i droni, ad operare su scala nazionale”, come l’azienda stessa ha dichiarato.

I velivoli in questione sono chiamati Zip. Sono stati costruiti dalla startup in base alle esigenze del servizio. Pesano circa 22 chilogrammi e possono viaggiare per circa 120 chilometri con una carica della batteria.

L’orientamento è garantito dalla rete Gps cellulare del Rwanda. Gli aerovelivoli possono trasportare pacchi fino a 3 chili di pesi, che vengono, rilasciati, tramite paracadute, una volta arrivati a destinazione.

L’accordo tra Rwanda e Zipline nasce dalla comune volontà di migliorare e rafforzare il sistema sanitario. La Startup, nata nel 2014 e che, tra i soci fondatori vanta anche Paul Allen, cofondatore di Microsoft, non può ancora operare sul suolo americano a causa delle leggi federali che limitano l’utilizzo di droni.

Da questo punto di vista, invece, il Rwanda è molto più avanti. Il paese africano ha deciso di sfruttare appieno questa tecnologia che potrebbe salvare molte vite umane in una nazione tra le più povere al mondo.

Per questo motivo è stato approvato, nel 2016, un regolamento sull’utilizzo dei droni. Il prossimo passo sarà quello di costruire entro il 2020, una rete di aeroporti ad hoc per i suddetti aerovelivoli.

Il 24 agosto 2017, anche la Tanzania ha annunciato di aver raggiunto un accordo con Zeplin per avvalersi degli stessi servizi del Rwanda.

Svizzera leader delle consegne

Chi è più avanti di tutti, nelle consegne via drone, è la Svizzera. La nazione elvetica, nel marzo del 2017 ha rilasciato, prima al mondo, i permessi per permettere di sorvolare gli spazi aerei delle sue città.

Ad occuparsi delle consegne di sangue e campioni biologici agli ospedali sarà l’azienda californiana Matternet, specializzata in consegne via corriere. Per rendere possibile il tutto è stato stretto un accordo di partnership con le poste svizzere.

Parte integrante del progetto sono le Matternet Station, futuristici box elettronici che consentono il decollo e la consegna sicura dei carico, fino a 2 kg. Verranno installati sui tetti o nei cortili delle strutture sanitarie. Una volta che i droni saranno atterrati, le batterie verranno automaticamente sostituite con altre cariche, e quelle scariche saranno caricate per il prossimo volo.

Da notare che i droni voleranno in modo totalmente automatico, senza l’assistenza di un pilota umano. Altra chicca sarà la possibilità di richiedere il servizio via app. Sarà inoltre stampato un codice QR con i dati del paziente per evitare errori e scambi di provette.

Il progetto partirà nell’ottobre di quest’anno. Inizialmente non voleranno più di due droni contemporaneamente per evitare problemi di traffico aereo. La Matternet, ha, però, annunciato, di aver sviluppato il software di “controllo aereo” delle sue macchine.

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