Parrot Bebop 2: Recensione

Recensione del Parrot Bebop 2

Il Bepop 2 segna un grande passo avanti per questa categoria di dispositivi, molto più robusto ed elegante del suo predecessore, il Bepop, monta una scocca in policarbonato molto più resistente ed esteticamente accattivante. Il primo modello infatti, ha ricevuto non poche critiche per la presenza di ampie sezioni di polistirolo a vista, un fattore non solo anti estetico ma anche limitante dal punto di vista di resistenza del drone agli urti ed al vento. Il Bepop 2 ha ridotto notevolmente queste sezioni, ne presenta di fatto solo alcune piccole nella parte posteriore, ed è quindi in grado di garantire un’ottima resistenza anche a urti ripetuti ed una resistenza al vento decisamente sbalorditiva.

Numerosi sono anche i produttori che sono nati in questi anni e che si sono sempre più specializzati nella progettazione e nella costruzione di droni sempre più efficienti, tra tutti ad esempio spicca il marchio Parrot. Questo marchio ha firmato numerosi progetti di successo, moltissimi dei quali sono ad oggi un punto di riferimento per l’industria del settore, tra tutti il Bepop 2.

Questo apparecchio è disponibili in due diverse versioni, una prima solo quadricottero ed una seconda che invece aggiunge a questo anche uno Skycontroller. Entrambe sono ovviamente compatibili con entrambi i maggiori sistemi operativi del settore mobile, Android ed iOS, e possono essere controllati sia da smartphone che da tablet in piena autonomia e con una facilità estrema. Inoltre garantisce un’esperienza di volo senza eguali grazie alla fotocamera frontale integrata che consente di avere una percezione reale e nitida del volo, simulando un’esperienza in prima persona.

Cosa si trova della confezione

Comprandolo si riceve una confezione contenente tutto il necessario per iniziare a farlo volare sin da subito, e tutto l’occorrente per sfruttare fino in fondo ogni sua caratteristica. All’interno troviamo in particolare un set di eliche di ricambio, necessarie in caso di danneggiamento di quelle di base a causa di cadute o urti violenti accidentali contro superfici rigide, 1 cavo USB per collegare i vari dispositivi sopportati, un caricabatterie con adattatore US/JP, UK, EU, ed un pannello di protezione dal sole che migliora la visibilità del display evitando il fastidioso problema dei riflessi. Presenti anche un adattatore per iPad mini ed uno per tablet da 7 pollici per consentire il collegamento anche con questo genere di dispositivi, ed infine lo Skycontroller, abbastanza grande da ospitare in sede un tablet, ed abbastanza efficiente da offrire al tempo stesso controlli di tipo analogico di grande precisione.

Ma analizziamo le principali caratteristiche tecniche di Bebop 2 più da vicino:

Dati Tecnici

Dati tecnici
Dimensioni 382 x 328 x 89 mm
Peso 500 gr (con batteria inserita)
Batteria Li-Om da 2.700 mAh
Camera 14 mp
Foto JPEG/RAW/DNG (4.096 x 3.072)
Video H264 a 30 fps (1.920 x 1.080 p)
Spazio storage 8 GB
Stabilizzatore digitale a 3 assi
Altro GPS/Magnetometro/Accelerometro

Qualità costruttiva e Prestazioni

Il Bepop 2 è molto più robusto ed elegante del suo predecessore, monta una scocca in policarbonato molto più resistente ed esteticamente accattivante, ed è quindi in grado di garantire un’ottima resistenza anche a urti ripetuti ed una resistenza al vento decisamente sbalorditiva.

Altra grande differenza che salta subito all’occhio confrontando questo modello con il suo predecessore è l’aspetto decisamente più accattivante, che dona al dispositivo un’aria molto meno giocattolosa e prestazioni anche più elevate. Tra le principali modifiche possiamo notare eliche più ampie per una maggiore stabilità in volo, l’assenza delle paraeliche, ed un design molto più slanciato ed elegante. Anche l’aspetto dell’autonomia ha subito grandi modifiche con questo apparecchio che monta una batteria da 2.700 mAh rispetto ai 1.500 mAH della precedente, per una durata che può raggiungere i 25 minuti di volo continuato senza troppe difficoltà.

Come già anticipato in altre sezioni di questo articolo, le prestazioni di questo dispositivo sono ben migliori di quelle del modello precedente dal quale si differenzia in molteplici modi, tra cui proprio le prestazioni. Questo drone è in grado di raggiungere velocità sbalorditive sia in fase verticale che in quella orizzontale, con la prima che vede il dispositivo schizzare verso l’alo a 6 m/s e la seconda che invece vanta un ragguardevole 18 m/s di velocità massimale in condizioni ottimali, circa 60 km/h volendo utilizzare un’unità di misura magari a noi più familiare. Ovviamente le prestazioni dipendono molto dalle condizioni climatiche e soprattutto del vento, con il dispositivo che comunque, grazie alla sua notevole resistenza alle raffiche di vento, garantisce sempre ottime prestazioni volando senza troppi problemi anche con raffiche di 40 – 50 km/h assestandosi in modo automatico.

Controllo in volo

Tra gli aspetti forse più importanti ed evidenti del grande passo in avanti fatto con questo dispositivo, la stabilizzazione è molto probabilmente quello che salta maggiormente all’occhio. E’ possibile pilotare questo drone con condizioni di forte vento, come abbiamo già visto nel paragrafo precedente, ottenendo comunque un’ottima qualità nelle riprese, che risultano sempre stabili e professionali.

Questo è possibile grazie all’ottimo stabilizzatore digitale a 3 assi di cui è dotato, che si preoccupa di tenere quanto più stabile e fermo possibile il dispositivo in volo facilitando notevolmente il compito del pilota. Volendo trovare un punto di debolezza a questo drone potremmo citare la qualità un pò artefatta che possono assumere i video proprio a causa dell’enorme contributo dato dallo stabilizzatore in condizioni di vento molto forte.

Ciò nonostante la qualità video delle riprese è sempre impressionante, siano esse effettuate in condizioni di luce ottimale sia in caso di scarsa illuminazione, mentre uno storage interno da 8 GB è sufficiente per qualche ora di riprese.

I formati supportati per le foto sono JPEG, RAW e DNG e risentono anch’esse delle compensazioni effettuate dallo stabilizzatore digitale. In condizioni di poco vento e sole splendente infatti i risultati ottenuti sono davvero ottimi, con una qualità che via via decresce al crescere dell’utilizzo dello stabilizzatore. La telecamera può essere controllata direttamente dall’operatore che può ruotarla a 180 ° manualmente sia tramite tablet sia attraverso lo Skycontroller.

Skycontroller e Modalità di controllo

Come già più volte anticipato in fase di introduzione, il Bepop 2 può essere controllato sia con dispositivi mobile, tablet e smartphone, che tramite il controller ufficiale Parrot Skycontroller, con prestazioni decisamente migliori per il secondo. Utilizzando infatti il controller ufficiale è possibile controllare il Bepop 2 fino a distanze che raggiungono i 2 km, un range molto più ampio rispetto ai soli 300 mt raggiungibili con i soli smartphone o tablet.

Se non si ha bisogno di controllare il drone da grandi distanze e si vuole utilizzare quindi la guida da smartphone o tablet, è necessario installare sul propio telefono ad esempio, l’app ufficiale Freeflight 3 disponibile sia per sistemi Android che iOS, e necessaria sia per il controllo del drone che per la condivisione di file e per l’utilizzo in tempo reale della telecamera.

Utilizzando lo Skycontroller invece si hanno molteplici benefici che vanno dalla possibilità di utilizzare i comandi comodamente da schermo, grazie ad un’interfaccia tra l’altro molto comoda, e studiata per rendere facilmente accessibili tutte le funzioni, alla maggiore distanza utile garantita invece da un’antenna GPS integrata.

Conclusioni

Interessante come pochi altri droni di questa categoria, Bebop 2 è una soluzione ideale sia per gli appassionati del genere che per chi non si è mai avvicinato prima a questo mondo.

Si tratta di un prodotto non professionale pensato principalmente per gli utenti comuni, ciò nonostante è molto apprezzato anche da coloro che voglio avvicinarsi al mondo dei SAPR (Sistemi Aeromobile a Pilotaggio Remoto) come operatore professionista.

Infine essendo un quadricottero, a causa di un peso che supera i 300gr, ricade nella categoria di quadricotteri regolamentati dell’ENAC, e richiede il superamento di un esame per l’abilitazione come pilota droni.

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