Droni Parrot: la realtà 3D cambia il modo di intendere l’esperienza di volo

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    Droni Parrot: la realtà 3D cambia il modo di intendere l'esperienza di volo

    La Parrot ha sviluppato e commercializzato occhiali in grado di garantire una visione in prima persona dell’esperienza di volo dei droni, rivoluzionando questo settore.

    Negli ultimi giorni, la Parrot ha lanciato il nuovo drone Parrot Bebop 2 Power. È un’evoluzione del vecchio Parrot Bepop 2, ma ha comunque caratteristiche che ne faranno schizzare le vendite. Esteticamente è dotato di un nuovo look dual black, capace di combinare due diverse tonalità di nero.

    Sono, però, le specifiche tecniche a farla da padrone. Il nuovo drone, avrà, infatti un’autonomia di 30 minuti che potrà salire a 60, usando la seconda batteria in dotazione. Inoltre, potrà essere comandato dallo Skycontroller in dotazione, che farà aumentare la sua autonomia di 2 km. Infine, ed è questa una vera chicca, grazie al visore FPV “Parrot Cockpitglasses 2”, sarà possibile immedesimarsi ancora di più nell’esperienza del volo.

    A dire il vero, la visuale in prima persona, non è una caratteristica nuova nei droni parrot, ma lo è nel campo dei droni in generale. Nessun altra azienda, infatti, produce aerovelivoli di questo tipo.

    Il virtuale combinato con l’esperienza di volo del drone è un binomio destinato a cambiare per sempre la storia di questo prodotto.

    In poco più di sette anni, la casa francese si è ritagliata un ruolo di spessore in un campo non facile da conquistare, grazie alla continua evoluzione tecnologica dei suoi prodotti.

    L’evoluzione dei droni Parrot

    La Parrot fu fondata nel 1994 da Christine de Tourvel, Jean-Pierre Talvard ed Henry Seydoux. Inizialmente si occupava solo dello sviluppo di apparecchi bluetooth per la casa e l’automobile. Quando, nel 2010, è entrata nel mondo dei droni, commercializzando il Parrot Ar Drone, in pochi avrebbero immaginato che, in soli sette anni, l’azienda si sarebbe ritagliata un posto di rilievo in questo campo.

    Attualmente, la casa francese, è leader nel settore dei droni FPV. Il suo Parrot Disco è stato votato miglior prodotto di categoria proprio in questi giorni.

    Le caratteristiche di questo aeromodello lo rendono totalmente diversi dagli altri esemplari in circolazione. Grazie al visore annesso, la Parrot, ha cambiato il modo di intendere l’esperienza di comando dell’aeromobile. Il controllore del drone, ora, può immaginare di essere realmente in volo con esso, avvalendosi di un realismo e un feedback sensoriale mai visti prima.

    Negli anni, l’azienda è stata brava ad occupare settori di nicchia che le hanno permesso di competere con i colossi asiatici del settore, primo tra tutti la Dji.

    La leadership conquistata nel campo della realtà virtuale. ha fatto le fortune della società. Il suo attuale valore sul mercato azionario oscilla infatti sugli 11 euro ad azione.

    L’ingresso nel campo commerciale

    Dal 2012 la Parrot si sta espandendo nel settore dei droni civili. L’azienda, in cinque anni, ha ottenuto quote di partecipazione e acquisito aziende come AIRINOV, MicaSense, Pix4D e senseFly . Ha, inoltre, creato una propria piattaforma di servizi specializzati per droni, Air Support.

    Ciò che la rende una delle industrie più interessanti del settore è la sua capacità di costruire droni che rispondano alle esigenze dei professionisti dei vari settori.

    Questo risultato è stato ottenuto grazie alla creazione di Droni Professional, dedicati alle piccole e medie imprese. Nell’ambito dell’agricoltura di precisione, mappature e ispezioni per i settori real estate, architettura e edilizia, sono stati creati aerovelivoli appositi che combinano la facilità di pilotaggio alla robustezza e affidabilità.

    La capacità dei droni di creare facilmente video promozionali o modelli interattivi 3D, costruire parti di un edificio o supervisionare un cantiere, rendono i prodotti parrot uno strumento sempre più indispensabile in ambito commerciale.

    Il campo della realtà virtuale combinato con la tecnologia degli aeromobili sarà la nuova frontiera dell’industria civile.

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